Portici (Napoli), 1775 – Napoli, 1847
Giurista e filosofo. Discepolo di Genovesi, funzionario della monarchia borbonica fu poi membro e procuratore generale della Commissione feudale. Di quell'attività e dei suoi studi storico-giuridici resta tra gli altri la Storiadegli abusi feudali (Napoli 1811), dedicata Murat. Nominato nel 1812 avvocato generale presso la Corte di cassazione, fu destituito ed esiliato da Ferdinando I per aver accompagnato a Trieste Carolina Murat (1815). Rientrato a Napoli, nel 1820 fu membro della Giunta provvisoria di governo; ma nel 1821 tornò all'avvocatura, che lasciò del tutto nel 1834. Tra il 1843 e il 1846 pubblicò i Saggi di filosofia intellettuale.
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venerdì 15 luglio 2016
lunedì 11 luglio 2016
Esplodono moti insurrezionali in tutta Italia
La rivolta comincia in febbraio nello Stato Pontificio e nei ducati di Modena e Parma. Francesco IV, duca di Modena, fa arrestare Cino Menotti, che sarà impiccato il 26 maggio dopo un processo sommario. La rivolta si espande a Parma (Maria Luisa d’Austria si rifugia a Piacenza), nei territori pontifici dell’Emilia-Romagna, delle Marche e dell’Umbria. A Torino muore Carlo Felice, cui succede Carlo Alberto, che spegne le speranze rivoluzionarie. Giuseppe Mazzini, in esilio a Marsiglia, fonda la Giovine Italia. I moti si concludono con la repressione ad opera delle truppe austriache, che hanno facile vittoria sugli insorti. Il governo francese non va in loro difesa nonostante l’impegno preso l’anno precedente sul principio di non intervento.
venerdì 8 luglio 2016
Bìxio, Gerolamo, detto Nino
Bìxio, Gerolamo, detto Nino. - Patriota (Genova 1821 - Banda Atjeh 1873); ebbe infanzia travagliata e fu costretto a darsi alla vita del mare nella quale ebbe varie avventure. Nel 1847, dopo aver conosciuto a Parigi il Mazzini ed essersi legato col Mameli, fu a capo di alcune cospirazioni genovesi; segnalatosi nella guerra del 1848, prese parte alla difesa di Roma, dove fu ferito (3 giugno 1849). Tornato per breve tempo (1853-57) sul mare, nel 1857, a Genova, riprese l'attività politica, dando inizio al periodo più significativo della sua vita. Fondò il giornale S. Giorgio (poi Nazione), comandò un battaglione di cacciatori delle Alpi nella campagna del 1859, fu uno degli organizzatori dei Mille e comandò il vapore Lombardo. Combatté a Calatafimi, a Palermo, a Reggio, al Volturno, ove contribuì largamente alla vittoria e fu ferito due volte. A lui fu affidata la repressione della rivolta contadina di Bronte, che attuò con spietata decisione (ag. 1860). Entrato dopo il 1860 nell'esercito regolare ed eletto deputato, assunse posizioni politiche moderate; comandante della divisione di Alessandria, prese parte alla battaglia di Custoza e nel febbraio del 1870 fu nominato senatore; nello stesso anno fu chiamato a far parte del corpo d'operazioni nello Stato Pontificio ed entrò in Roma, contemporaneamente a Cadorna, da porta S. Pancrazio. Concluse così la sua attività politica e militare e, ripreso dalla passione del mare, costruitosi un bastimento di ferro (il Maddaloni), partì alla volta dell'arcipelago malese, ove restò vittima della febbre gialla. La sua salma fu riportata a Genova nel 1877.
domenica 3 luglio 2016
I MONUMENTI PRESENTI NELLA VILLA COMUNALE “G. GARIBALDI” DI MISTRETTA
- Il giardino botanico “G.Garibaldi” della città di Mistretta, oltre alle numerose e rare piante, ospita anche i monumenti di personaggi importanti. Per la presenza di questi monumenti, per la struttura del laghetto, disegnato secondo la forma della Sicilia, per la disposizione dei viali indicati dalle aiuole, per l’ampio piazzale centrale, esso è un “giardino all’italiana”.La piazza centrale è l’agorà delle statue!I busti storici, impettiti, di Giuseppe Garibaldi, di Vincenzo Salamone e di Noè Marullo sono stati sistemati attorno al suo perimetro. Sembra che custodiscano la villa attenti a tutte le attività ludiche, ricreative, socializzanti. La prima statua moderna che si incontra, scendendo dal viale di sinistra, è quella della dea Astarte. Isolata dagli altri monumenti, sembra accogliere e dare il benvenuIl più antico monumento dei personaggi illustri è quello di Giuseppe Garibaldi (Nizza 04/07/1807 – isola di Caprera 02/06/1882),. Il due giugno del 1889, con una solenne cerimonia alla quale partecipò quasi tutto il paese, la villa comunale di Mistretta fu intitolata a Giuseppe Garibaldi. Dietro il Quercus ilex fu collocato il monumento formato dalla stele e dal busto con la sua effLo scultore Noè Marullo, autore dell’opera, raffigurò, con lo sguardo penetrante e con gli occhi rivolgenti lo sguardo lontano, sotto la fronte corrugata, il fascino del generale Garibaldi, condottiero e patriota italiano, denominato l’eroe dei due mondi per le imprese militari compiute in Europa e in America meridionale e che aveva suscitato nelle folle la fiducia nei moti insurrezionali.Noè Marullo lo conobbe a Roma, tramite il professor Masini, quando Giuseppe Garibaldi era già vecchio, stanco e deluso. “Lo sguardo penetrante, gli occhi vispi, intelligenti, sognanti “ (35) Marullo, lettere dell’11-5-1879, A.C.M. La giunta comunale mistrettese gli assegnò la somma di 1000 lire che Noè Ma rullo utilizzò per acquistare il marmo per realizzare il monumento a Garibaldi, a Vittorio Emanuele e a figure di Madonne e di donne. Promotore dell’iniziativa fu il Municipio di Mistretta.to a tutti i visitatori della villa.
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