Piemontese, figlia del conte generale Salasco, Maria prese parte, giovanissima, alle cinque giornate di Milano. In seguito sposò il conte Martini Giovio della Torre di Crema. In seguito alla separazione coniugale, il padre la chiuse in un convento, dal quale Maria fuggì per rifugiarsi in Inghilterra, dove entrò in contatto con gli esuli italiani. A Londra, nel 1854, si incontrò per la prima volta con Garibaldi, dal quale rimase affascinata. Nel 1860 partecipò alla spedizione dei Mille: la incontriamo a Marsala, vestita con la divisa delle "Guide", e con un gruppo di patriote di Milazzo, con le quali si dedicò alle ambulanze militari, segnalandosi per il suo coraggio. Quando, durante il carico delle truppe garibaldine, alcune navi borboniche si avvicinarono alla riva di Milazzo, aprendo un terribile fuoco, Maria, con grande prontezza, irruppe a cavallo con la sciabola sguainata tra gli artiglieri che fuggivano sotto il fuoco nemico, riconducendoli alle loro postazioni. Scesa di sella, ella stessa puntò un cannone contro il nemico. Quando un medico garibaldino, a seguito di disaccordi sui metodi di cura, la fece espellere dall'infermeria, si ritirò dalla vita militare. Morì anziana, nel Canton Ticino.
Associazione Sindacale, Culturale e Sportiva "Giuseppe Garibaldi"
lunedì 30 gennaio 2012
domenica 29 gennaio 2012
Enrico Besana
Enrico Besana nacque a Milano da Felice Maria e Giulia Ciani. Studente presso la facoltà di Medicina di Pavia, si laureò nel 1840. In questo periodo, essendosi iscritto alla Giovane Italia, svolse attività di propaganda patriotica all'Università ed ebbe problemi con la Polizia per aver preso parte a dimostrazioni studentesche. Partecipò alle Cinque giornate di Milano come capitano della guardia civica, e nel 1849 si arruolò volontario nell'esercito piemontese, con il quale combattè alla Bicocca. Nel 1859, dopo aver partecipato alle azioni militari di Varese e San Fermo con Garibaldi, ottenne da quest'ultimo il compito di gestire, insieme a Finzi, la raccolta dei fondi per il milione di fucili, sulla quale pubblicarono un Resoconto di tutta la gestione del fondo del milione di fucili (1861). Nel 1860 Besana fu eletto deputato per la VII legislatura nel Collegio di Cassano d'Adda, e nel 1866 prese parte alla guerra contro l'Austria. Durante l'arco della sua vita Besana compì numerosi viaggi in varie parti del mondo, India, Cina, Giappone, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Australia, e collaborò con diverse pubblicazioni milanesi specializzate nel campo come Il Giro del mondo, Giornale popolare di viaggi, L'Esploratore, L'Universo illustrato e con i quotidiani Il Corriere di Milano e La Perseveranza, con interessanti descrizioni dei paesi visitati.
venerdì 27 gennaio 2012
Gen.Ettore Perrone
Ettore Perrone nacque a Torino il 12 Gennaio 1789 , discendente da un'importante famiglia Canavese, all’età di sedici anni si arruolò come soldato di fanteria dell’esercito francese nella “Lègion du Midì” composta essenzialmente da soldati Piemontesi, nel 1806 venne ammesso alla scuola militare di Saint-Cyr uscendone con il grado di sottotenente di fanteria. A Wagram venne insignito della stella della Legion d'onore. Dal 1810 al 1811 fu in Spagna come tenente della Giovane Guardia. Il 24 giugno 1811 entrò nel I Granatieri della Vecchia Guardia. Con la definitiva caduta di Napoleone Bonaparte a Waterloo si mise in aspettativa. Partecipò ai moti del 1821; condannato a morte, trovò rifugio in Francia, dove fu accolto nell'esercito, raggiungendo il grado di generale. Una volta rientrato in Italia partecipò per un periodo molto breve alla vita politica del nascente Parlamento Subalpino , l’esperienza di governo si concluse molto rapidamente, tanto da convincerlo a riprendere la carriera militare, Carlo Alberto di Savoia lo nominò comandante della 3ª Divisione di Fanteria del Regno di Sardegna con 12.027 uomini e 16 pezzi d'artiglieria.Sul campo di battaglia, Ettore Perrone portò personalmente alla carica il 15° Fanteria a Vigevano conquistando le posizioni Austriache. A Novara si scontrò con le truppe Austriache perdendo la vita nella tragica battaglia del 23 Marzo 1849.
Il mattino del 23 marzo 1849 , le truppe Austriache del II Corpo d’Armata agli ordini del maresciallo d'Aspre marciano verso Novara. Tra le 10:30 e le 11:00, le vedette della 3ª Divisione Piemontese appostate sul campanile di Santa Maria della Bicocca segnalano l'avanzata nemica. Per buona parte della giornata le truppe Piemontesi arretrano e riconquistano posizioni, ma le indecisioni da parte dei comandi permettono agli Austriaci di guadagnare terreno e ricevere rinforzi. L'Arciduca Alberto, con l'appoggio di pezzi d'artiglieria, fa proseguire l'avanzata e caccia i Piemontesi dalla Cascina Cavallotta (situata nel sobborgo della Bicocca a sud di Novara) procedendo verso Villa Visconti. Il generale Ettore Perrone cerca di contrastare l’avanzata ma a mezzogiorno D'Aspre fa entrare in linea la brigata “Stadion” con 4 pezzi d'artiglieria e il 2º battaglione volontari “Città di Vienna”, i Piemontesi reggono all’attacco ma le truppe sono state decimate e sotto il fuoco incessante dei cannoni austriaci. Il generale Perrone consapevole del crollo del fronte per mancanza di soldati si scaglia a cavallo sui resti della prima linea , ma viene colpito dalla fucileria austriaca .Ettore Perrone di San Martino agonizzerà per sei lunghi giorni morendo per le ferite riportate alle quattro pomeridiane del 29 marzo
Il mattino del 23 marzo 1849 , le truppe Austriache del II Corpo d’Armata agli ordini del maresciallo d'Aspre marciano verso Novara. Tra le 10:30 e le 11:00, le vedette della 3ª Divisione Piemontese appostate sul campanile di Santa Maria della Bicocca segnalano l'avanzata nemica. Per buona parte della giornata le truppe Piemontesi arretrano e riconquistano posizioni, ma le indecisioni da parte dei comandi permettono agli Austriaci di guadagnare terreno e ricevere rinforzi. L'Arciduca Alberto, con l'appoggio di pezzi d'artiglieria, fa proseguire l'avanzata e caccia i Piemontesi dalla Cascina Cavallotta (situata nel sobborgo della Bicocca a sud di Novara) procedendo verso Villa Visconti. Il generale Ettore Perrone cerca di contrastare l’avanzata ma a mezzogiorno D'Aspre fa entrare in linea la brigata “Stadion” con 4 pezzi d'artiglieria e il 2º battaglione volontari “Città di Vienna”, i Piemontesi reggono all’attacco ma le truppe sono state decimate e sotto il fuoco incessante dei cannoni austriaci. Il generale Perrone consapevole del crollo del fronte per mancanza di soldati si scaglia a cavallo sui resti della prima linea , ma viene colpito dalla fucileria austriaca .Ettore Perrone di San Martino agonizzerà per sei lunghi giorni morendo per le ferite riportate alle quattro pomeridiane del 29 marzo
giovedì 26 gennaio 2012
Fra' diavolo (Itri 1771, Napoli 1806)
Fra' Diavolo è sicuramente il personaggio nato a Itri più noto al mondo. Il suo vero nome è Michele Pezza, deve il suo soprannome ad un maestro che lo apostrofò Fra' Diavolo perché lo faceva disperare e all'abito da frate che la madre gli fece indossare da piccolo come voto per una grazia ricevuta..Fu un temibile brigante che si macchiò di numerosi omicidi, ebbe la grazia arruolandosi come colonnello nelle truppe di re Ferdinado IV difendendo così la corona borbonica, per questi meriti ottenne il titolo di duca di Cassano. Nel 1806 fu imprigionato dai francesi e impiccato l'11 novembre in piazza del Mercato a Napoli.Numerose sono state le opere a lui ispirate, tra cui si ricorda l'opera lirica Fra' Diavolo composta da Auber nel 1830 o l'omonimo film interpretato da Oliver Hardy e Stan Laurel.
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